
«Underneath a sky that's ever falling down, down, down. Ever falling down »"Il mio amore santo è blasfemo perché fatica a respirare è andato oltre ha spalancato tutte le sue porte e incendia il mondo incendia il mondo incendia il mondo"
Io non so se l’amore sia una guerra o una
tregua, non so se l’abbandono d’amore
sia una legge che la vita cuce fino al
ricamo finale. Io non so
che farmene di questi amici che premono,
non so che farmene oggi di questo oggi
e me lo ciondolo fra le dita perplesse,
non so parlare quello che
è sentito nel profondo me, non so parlarlo
quell’essere qui presente fra le vite degli
altri.
M. Gualtieri

Potrei chiedere al mare cos’è più leale.
Se partire,
O restare.

In questo giugno senza notti di camere separate. Come in un film di Bergman. Inseguire ricordi senza raggiungerli mai. Sedere sulla riva del fiume e non vedere cosa c’è dall’altra parte. La linea che non riesco a scorgere all’orizzonte è un taglio a strapiombo sul blu oltremare, un corridoio tra le arterie, una sottile fessura nell’aria che la prudenza occulta. E adesso che stai nevicando dai miei occhi e la terra ti accoglie sciogliendoti, io celebro la tua fine. E’ una piccola rivoluzione negli angoli della bocca, stranamente all’insù. Per il mio cuore in rivolta. Per la dolcezza. Per la tregua che non chiedo. All’amore voglio cedere ancora, con gli occhi spalancati sull’urgente inganno dal divino donato. In questo giugno senza notti di camere separate. La mia bocca è un diamante che alla luce chiede di essere colpito.

Sussurri e grida
Di demoni custodi
Giurano
Sul vuoto di noi
Che il mare è calmo
Anche adesso
Che
Sei parete bianca
Ed io le mani
A graffiarne il silenzio


